Il Sistema Endocannabinoide: ce l’hai ma non lo sai

La Natura dentro di noi

 

Il grado di separazione dell’essere umano dalla natura ha raggiunto una profondità mai vista prima nella storia. Nelle ultime decadi la relazione tra noi e la natura è stata sacrificata sull’altare del Dio Denaro, con l’aiuto del Sommo Sacerdote Industria Petrolchimica.

Abbiamo distrutto e stiamo distruggendo interi ecosistemi, stiamo contaminando il cibo e l’acqua, deforestando per cementificare, stiamo sfruttando intensivamente la Terra mentre massacriamo gli amici animali.

E le soluzioni proposte per risolvere questi problemi collettivi sono in realtà peggiori dei problemi stessi in quanto nascondono sempre una matrice ideologica economica.

 

L’unica forma di risoluzione probabilmente è quella di guardarsi dentro. E questo sia da un punto di vista filosofico che da un punto di vista scientifico: in quanto è dentro di noi che possiamo trovare delle risposte. E una risposta straordinaria risiede nel comprendere che noi e la Natura siamo la stessa cosa.

Una delle prove a supporto di questa tesi è la presenza del Sistema Endocannabinoide nel corpo umano: un’architettura al limite tra la Scienza e l’Alchimia (molto simile a quella presente anche negli animali e nelle piante) disegnata per collegarci alle piante medicinali e ai loro terpeni e anche, soprattutto, ai cannabinoidi che sono i principi attivi del Cannabis.

 

 

Che cos’è il Sistema Endogeno Cannabinoide (SEC)

 

Il SEC è stato scoperto circa trenta anni fa, eppure ancora oggi continua a essere escluso dai libri accademici di medicina, venendo trattato in maniera sommaria e superficiale.

Il Sistema Endocannabinoide è un sistema di comunicazione tra le cellule, è un sistema di neurotrasmissione che si trova in diversi tessuti del nostro organismo e ha una funzione di regolazione di vari processi.

Questo sistema è molto simile a quello dell’acido arachidonico presente nelle piante: un sistema ancestrale di comunicazione tra cellule il quale coinvolge acidi grassi del gruppo omega 6. Le piante per esempio grazie ad esso modulano le loro difese contro le infezioni e processano la segnalazione dello stress mentre negli animali questo sistema regola la crescita dei muscoli, la vasodilatazione e l’infiammazione.

Essendo un sistema interno al nostro organismo viene denominato endo (interno) e cannabinoide in quanto viene attivato dall’assunzione dei fitocannabinoidi che sono principi attivi fitoterapeutici presenti in natura solo ed esclusivamente nella pianta di Cannabis.

Si è portati a pensare che il sistema endocannabinoide nei vertebrati sia così antico da essersi sviluppato insieme al sistema nervoso.

 

Il SEC è composto da tre elementi principali:

  • i recettori di cannabinoidi
  • gli endocannabinoidi
  • e gli enzimi che metabolizzano gli endocannabinoidi.

 

 

Gli Endocannabinoidi

 

Il sistema endogeno cannabinoide, all’interno del nostro organismo, in primo luogo interagisce con una classe di lipidi più attivi chiamati endocannabinoidi. Come si capisce già dal termine, sono anch’essi prodotti internamente al corpo umano e hanno in comune con i fitocannabinoidi della pianta del Cannabis la capacità di legarsi ai recettori cannabinoidi quindi al sistema endocannabinoide umano.

I due endocannabinoidi prodotti dal nostro organismo sono l’Arachidonoilglicerolo (meglio conosciuto come 2A-G) e l’Anandamide, o arachidonoiletanolammide (AEA), nota come molecola della beatitudine interiore.

 

Questi  due endocannabinoidi costituiscono un sistema di neuromodulazione in grado di regolare l’eccitabilità neuronale e sono coinvolti in un numero enorme di funzioni centrali all’interno del nostro organismo.

Ad esempio la regolazione dei circuiti centrali del vomito, dei meccanismi che regolano l’appetito, la modulazione delle spasticità, l’attività analgesica, i processi che regolano la memoria. Hanno inoltre delle proprietà anticonvulsionanti, sono coinvolti nell’azione vasodilatatoria e ipotensiva, nei processi riproduttivi, nella modulazione della risposta immunitaria, nell’azione antiossidativa e nelle funzioni antistress interagendo con endorfine, oppioidi, acido gamma-amminobutirrico (GABA), serotonina, dopamina.

Gli endocannabinoidi sono così rilevanti all’interno del nostro organismo da essere coinvolti direttamente anche nei processi di piacere e ricompensa che derivano da un orgasmo.

 

 

Come funziona il SEC

 

Il sistema endocannabinoide funziona in una maniera molto semplice ossia in modo simile all’interazione tra una serratura e una chiave.

Quando un endocannabinoide o un fitocannabinoide si collega a un recettore cannabinoide si mettono in moto una serie di attività che vengono comunicate alle cellule vicine ed influenzano direttamente i processi fisiologici del nostro corpo.

Nello specifico la memoria e l’apprendimento (nell’ippocampo), i processi decisionali, la corteccia cerebrale, la coordinazione, nel cervelletto, la temperatura e l’appetito (nell’ipotalamo), le emozioni (nell’amigdala) e il sonno.

Si è arrivati a pensare che la deficienza clinica endocannabinoide è una condizione che include una grandissima varietà di malattie con cause ad oggi ancora sconosciute (come la fibromialgia). Si può quindi affermare che il sistema endocannabinoide, anche se è praticamente sconosciuto, ha il potenziale per essere il sistema più importante all’interno del nostro organismo poiché ha un ruolo di regolatore universale e ha una sfera di incidenza innegabile su tutti i microsistemi degli organi umani. Infatti è l’unico macrosistema presente nel nostro organismo!

 

In primo luogo la funzione del sistema endocannabinoide è la regolazione dell’omeostasi dentro di noi.

La parola omeostasi significa equilibrio: il sistema endocannabinoide quindi è chiave nel mantenimento dell’equilibrio omeostatico all’interno del nostro organismo. Pertanto tutte le funzioni neuronali (apprendimento, memoria, emozione, comportamento, addiction, alimentazione, metabolismo, dolore, neuroprotezione) vengono direttamente influenzate da questo sistema così come la modulazione dei processi cardio-vascolari e l’attività motoria.

In secondo luogo il sistema endocannabinoide interagisce con diversi neurotrasmissori (la dopamina, l’istamina, la serotonina, il glutammato, le prostaglandine, gli oppiodi) e inibisce la liberazione di altri neurotrasmissori come GABA (un inibitore) e glutammato (un eccitante). Il SEC è coinvolto nella immunomodulazione, i recettori cannabinoidi sono presenti nelle cellule del sistema immunitario (nel midollo osseo) e nei globuli bianchi quindi il SEC e le sue alterazioni hanno effetti immunosoppressori o immunostimolatori.

 

Inoltre il SEC è determinate anche dell’equilibrio energetico: i recettori sono presenti nelle pareti cellulari del fegato, del tratto intestinale, del pancreas, dei muscoli scheletrici e degli adipociti (le cellule del tessuto adiposo). Quindi il SEC viene implicato nell’assorbimento dei nutrienti e nell’equilibrio energetico. Infatti il fenomeno della fame chimica dopo il consumo di Cannabis o quello della lipotimia derivano proprio da queste caratteristiche.

 

Dentro di noi abbiamo dunque un intero sistema, sconosciuto alla maggior parte delle persone, con delle caratteristiche così importanti e antiche per la nostra salute.

Un sistema addirittura incaricato dell’equilibrio del nostro corpo, a livello fisico ed emotivo.

 

 

Come il SEC interagisce con il Cannabis

 

Il sistema endocannabinoide è quindi capace di interagire con elementi interni (che sono gli endocannabinoidi da noi prodotti) e con elementi esterni (che sono i fitocannabinoidi o i cannabinoidi sintetici, i primi prodotti dalla natura, i secondi meno raccomandati prodotti in un laboratorio). Questo è possibile grazie ai cosiddetti recettori cannabinoidi che sono delle proteine trans-membrana presenti sulle pareti cellulari in grado di trasmettere segnali extra-cellulari .

Esistono due tipi di recettori principali: i recettori CB1 e i recettori CB2 i quali, insieme ad altri microrecettori, costituiscono il sistema endocannabinoide (umano e animale).

I recettori CB1 si trovano soprattutto nel cervello e in molti organi periferici, per esempio nel fegato, nei polmoni, nella muscolatura liscia, nel tratto gastro-intestinale, nel pancreas, nei dotti vascolari, negli organi riproduttori, nel sistema immunitario, nei nervi periferici sensoriali e nei nervi simpatici.

I recettori CB2 si incontrano soprattutto in periferia, nelle cellule del sistema immunitario, della pelle, delle ossa, del sistema nervoso centrale.

Entrambi i recettori, in maniera diversa, interagiscono con certi tipi di endocannabinoidi e fitocannabinoidi. Per esempio il CBD interagisce con recettori CB1 e CB2. il THC tendenzialmente con recettori CB1. Quindi il modo che hanno di funzionare è molto semplice da immaginare: come abbiamo visto prima, come una chiave che apre una serratura. Quando il SEC si attiva, svolgendo le sue funzioni, con l’interazione del recettore con il principio attivo del Cannabis, il fitocannabinoide, o con un endocannabinoide, scatena quelle che sono poi delle funzioni fondamentali per il mantenimento dell’equilibrio nel nostro organismo.

È anche molto interessante considerare che il SEC, attraverso il cosiddetto effetto entourage, reagisce collaborativamente non solo con i cannabinoidi ed endocannabinoidi ma anche con i terpeni che sono i principi attivi medicinali delle piante.

 

 

Quali sono i futuri sviluppi per la medicina?

 

Non ti sembra alquanto curioso che un sistema così importante per l’organismo umano sia quasi del tutto sconosciuto?

Non ti risulta alquanto curioso che questo sistema interagisca proprio con la pianta più denigrata e stigmatizzata di questo pianeta?

Non ti pare alquante curioso che, nonostante gli avanzamenti scientifici sul sistema endocannabinoide, sulla validità terapeutica dei cannabinoidi, la pianta di Cannabis sia ancora considerata illegale a livello globale? C’è qualcosa di strano in tutto ciò…

 

Concludo dunque questo articolo con un auspicio: l’invito a porsi delle domande e ad ambire come collettività a una medicina cosciente, trasparente, non impositiva e che possa finalmente tornare a coinvolgere le piante.

 

Dall’avvento dell’industria petrolchimica abbiamo artificializzato anche il nostro modo di vivere e di curarci.

Non sarebbe una medicina migliore quella capace di chiedersi perché non sono in omeostasi, non sono in equilibrio, invece di vedermi come un malato? 

 

È possibile che il Cannabis, il sistema endocannabinoide che abbiamo dentro di noi, ci porti finalmente a sviluppare una medicina integrata, preventiva e naturale?

Una scienza medica in cui le piante e le conoscenze tradizionali ritornino ad essere centrali così come il paziente/malato diventi semplicemente una persona in disequilibrio.

 

 

 

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Cover Foto di Raamin ka su Unsplash 

 

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